Nel primo appuntamento di questa nuova rubrica abbiamo introdotto quelle che sono le prime linee guida teoriche sull’allenamento.

Oggi invece vogliamo affrontare uno dei punti cruciali dell’argomento presentato la scorsa settimana: il carico dell’allenamento, ovvero lo stress che somministriamo al nostro organismo attraverso uno stress esterno.

Il carico può essere suddiviso in interno ed esterno.

– Carico esterno: è l’insieme degli stimoli allenanti somministrati all’atleta in base a quella che è la disciplina praticata.

– Carico interno: è somma degli stress che subisce il nostro organismo. Il carico interno è soggettivo e strettamente correlato al carico esterno.

Come può essere modificato il carico ?

Attraverso le sue variabili:

– Intensità

– Durata

– Densità

– Volume

– Frequenza.

Nella gestione del carico a volte ci si scorda a mio avviso di un parametro che influenza in modo indiretto il nostro corpo: le condizioni meteorologiche del luogo in cui si andrà a svolgere l’attività.

A parità di carico un’attività svolta a temperatura ottimale 15-20 gradi sarà sicuramente meno stressante rispetto ad un’attività svolta in questo periodo con temperature di 35-40 gradi.

Quindi che cosa fare per gestire queste situazioni?

Risulta di particolare importanza l’aspetto dell’integrazione sportiva poiché come sappiamo per garantire l’omeostasi cellulare il nostro corpo deve garantire condizioni favorevoli ai processi biochimici per mantenerli inalterati.

Proprio per questo motivo integrare con liquidi e proteine aiuta sicuramente a favorire il corretto funzionamento del nostro sistema corpo.

Inoltre, se è possibile, sarebbe corretto evitare di svolgere attività fisica durante le ore più calde della giornata per evitare eventuali colpi di calore.