Enrico Riccobon, è il fresco Campione Italiano della categoria Promesse sui 1.500 metri. Una passione per l’atletica nata in modo un po’ casuale, dopo il primo approccio avuto con i Giochi della Gioventù in terza media e, sbocciata definitivamente l’anno successivo. Il giovane mezzofondista, che è oggi uno dei prospetti più interessanti di tutto il panorama italiano e già da diverso tempo nel giro della Nazionale, riesce anche a conciliare la fatica degli allenamenti con lo studio, dimostrando anche in questo aspetto una grande forza di volontà. Da alcune settimane, il giovane campione che sogna le Olimpiadi, ha iniziato ad assumere Isodrops, riscontrando subito importanti benefici nelle sue performance.

Com’è nata la tua passione per l’atletica?

Fin dall’età di 5 anni ho sempre giocato a calcio. L’atletica l’ho scoperta grazie ai Giochi Della Gioventù in terza media, quando io e altri 5 ragazzi della mia scuola abbiamo vinto la finale nazionale a squadre. Spronato da questo risultato, l’estate dello stesso anno, terminata la stagione calcistica, mi sono iscritto con una società sportiva di atletica, allenandomi sostanzialmente come velocista ma gareggiando come mezzofondista. Terminata la stagione estiva, non essendo ancora nata la scintilla, sono tornato a giocare a calcio. 

È stata solo dall’estate successiva che le cose hanno iniziato a cambiare. Ho conosciuto il mio attuale allenatore, Roberto Celato, a cui devo praticamente tutto e tutti i successi raggiunti finora. Allenato finalmente a dovere, in due gare ho corso il minimo per partecipare ai Campionati Italiani Cadetti a Cles sui 1000m, in programma ad ottobre dello stesso anno, il 2010. Ho continuato ad allenarmi per i mesi successivi, mentre la passione per questo sport cresceva (chiaramente quando si vince non può essere altrimenti, ed io le gare disputate in quel periodo le ho vinte tutte), fino a vincere i Campionati Regionali del Veneto, aggiudicandomi di diritto la partecipazione ai Campionati Italiani. Da qui non potevo più tirarmi indietro. Ho deciso di mettere da parte il calcio, inizialmente pensando di riprendere dopo gli italiani, e continuare l’allenamento, sostenuto dall’ottimo rapporto che nel frattempo si era creato tra me e Roberto.

Sorrido sempre quando ricordo quella giornata a Cles: partivo con uno degli ultimi accrediti, ed ero stato inserito nella batteria più forte a pelo. Ma al tempo ancora non avevo capito cosa realmente fosse l’atletica, e mi veniva tutto facile, senza pensarci. Vinsi i Campionati Italiani, migliorandomi di quasi 3 secondi. 

Da lì ho capito che era l’atletica il mio sport.

La prima sensazione quando domenica hai conquistato il titolo italiano?

Cattiveria, in senso agonistico. Venivo da un periodo un po’ turbolento, che si era manifestato anche nelle mie prestazioni sportive. Per contrastarlo ho preso la difficilissima, per me, decisione di cambiare vita: città, modo di vivere, gruppo di allenamento, ho iniziato l’università. La vittoria mi ha dato la dimostrazione che è stata una scelta azzeccata, e che tutti i sacrifici fatti sono serviti a farmi ritrovare la cattiveria che in gara da troppo tempo mi mancava. 

A chi hai dedicato la vittoria?

Nel momento della vittoria sono riuscito a pensare solo a quattro persone: la mia ragazza, Nicole Colombi, che mi è sempre stata vicina nei momenti di difficoltà; Roberto Celato, la persona che mi ha seguito fin da quando ho iniziato a correre; il Prof. Gigliotti, che da quest’anno aiuta me e Roberto nella preparazione e mi segue da vicino a Modena, luogo dove mi alleno dopo il cambio città; Alessandro Berdini, la persona che è stata in grado di farmi tornare a correre dopo il lungo infortunio, quando ormai non ci speravo più.

Ma ce ne sarebbero così tante di persone da ringraziare che probabilmente non mi basterebbe un articolo intero!! 

Quando hai iniziato?

Ho iniziato atletica quando avevo 14 anni.

La prima gara vinta?

La prima gara in assoluto che ho vinto sono stati i Campionati Scolastici Provinciali di Campestre, quando ancora non sapevo nemmeno cosa fosse la corsa. Ci avevo partecipato solo per saltare un giorno di scuola, da bravo scolaro modello quale ero, e ricordo che all’inizio dell’ultimo giro avevo più di 200 metri di svantaggio dal primo. Quasi per scherzo ho provato ad aumentare il ritmo, vedendo i primi avvicinarsi sempre di più. Improvvisamente, mentre mi chiedevo come, mi sono ritrovato a 10 metri dal primo. Da qui tutto è venuto naturale: ho aumentato ancora il ritmo vincendo la gara in volata, effettivamente allo stesso modo in cui vinco ora le gare! 

Ma al tempo ancora non mi ero reso conto di avere delle potenzialità, avevo visto la gara come un caso isolato e la prendevo solo come gioco. 

Come si sviluppa la tua giornata?

La prima difficoltà la mattina è combattere la mia innata e forte voglia di dormire. Cerco sempre di alzarmi presto, specialmente nel periodo gare, anche se allo stesso tempo non rinuncio mai alle mie 8 ore di sonno, come minimo. Faccio colazione (probabilmente il pasto più importante per un atleta). Mi rilasso un po’ e poi mi dirigo a fare il primo allenamento della giornata, che solitamente è il più leggero dei due. Tornato a casa preparo il pranzo, dove cerco di inserire sia carboidrati sia proteine, insieme a frutta e verdura. Il pomeriggio mi piace guardare un po’ di tv prima di mettermi a studiare o, in caso non abbia da preparare esami, adoro uscire con gli amici, anche solo per una passeggiata. Verso le 18 svolgo il mio secondo allenamento, quasi sempre a Modena, sotto la supervisione del Prof. Gigliotti. Tornato a casa preparo la cena e la sera la dedico sempre agli amici, in modo tale da svagarmi. Ma non troppo, perché il sonno è importante e bisogna andare a letto presto. 

Come fai a conciliare lo studio e l’allenamento?

Devo dire che non è semplice. Il fatto di fare spesso due allenamenti al giorno non aiuta. Certo, rimane comunque parecchio tempo libero, ma il problema di fare uno sport basato sulla fatica e sul superamento dei propri limiti, è proprio che ti spompa a livello mentale, e così capire ciò che stai leggendo e riuscire a ragionarci sopra non è facile. Nella stagione invernale riesco a dare tranquillamente tutti gli esami, ma in quella estiva, quando gli impegni sportivi aumentano, rimango un pochino indietro.

Come ti trovi con Isodrops?

Benissimo! Sono veramente contento di aver conosciuto questo prodotto. Assumevo già prima proteine e vitamine, ma Isodrops ha semplificato la cosa e l’ha addirittura migliorata.

Quali benefici senti?

Nel corso la giornata sento maggior energia e recupero i duri allenamenti veramente più in fretta rispetto a prima. L’ho assunto prima di ognuna delle tre gare dei Campionati Italiani. Oltre a questo, rispetto ad altri prodotti assunti prima, Isodrops non mi crea problemi di stomaco, è veramente come mandare giù dell’acqua! 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Da bravo sportivo, il mio sogno sono le Olimpiadi. Chiaramente non solo per parteciparvi, ma per essere protagonista.