La sintesi esatta dei due emisferi da percorrere per uno sport credibile: la rappresentano i carabinieri del comando dei Nas di Alessandria-Asti e Cuneo – guidati dal tenente colonnello Biagio Carillo – che tornano con il loro corner informativo a Molino dei Torti – caso unico nel panorama delle competizioni ciclistiche italiane – dopo la valida esperienza di debutto del 2014 per sensibilizzare attraverso materiale video e cartaceo, sulla loro azione costante contro chi minaccia la salute degli atleti, e il campione italiano dilettanti Under23 2017 Matteo Moschetti. pronto a bissare la sua maglia etica antidoping, simbolo dell’estraneità al ricorso a farmaci illeciti, già conquistata dodici mesi fa nella storica corsa alessandrina riservata ai talenti delle due ruote.

L’85° Circuito Molinese in calendario sabato 30 settembre – start h 14,00 dalla centralissima piazza del Comune e conclusione dopo 115 chilometri intorno alle h 17.30 – aggiunge ogni anno un mattone al solido muro di evento di analisi e attenzione alla formazione di giovani responsabili, costruito nelle ultime quattro edizioni.

Analisi su cui si è registrata una significativa convergenza di opinioni e di intraprendenza delle istituzioni provinciali nel corso della conferenza di presentazione ospitata alla sala Consiglio della Fondazione Cral di Alessandria: dal prefetto Romilda Tafuri – “etica intesa come recupero della centralita’ del rispetto delle individualita’ dei ragazzi uscendo dal comportamento censurabile registrato nelle famiglie che, nella pratica sportiva, affidano i figli a tecnici lesti a promettere scorciatoie non lecite per arrivare al facile successo” – al direttore generale dell’Asl Gilberto Gentili – “da appassionato di ciclismo ho assistito con dispiacere a exploit improvvisi di corridori che celavano il ricorso al doping minando la serietà di questa e di tante altre discipline: è un atteggiamento che si concreta nel mentire innanzitutto a se stessi con conseguenze pesantissime” – al comandante Carillo dei Nas – “lottiamo ogni giorno contro un fenomeno diffuso attraverso uomini molto preparati: le pene sono rilevanti per chi è sleale. Il contrasto comincia però dalla conoscenza e consapevolezza del problema attraverso la prevenzione”.

“Il doping uccide: questo è il messaggio diretto che mai deve essere dimenticato dai genitori e trasmesso ai figli che nella pratica sportiva devono trovare innanzitutto divertimento e serenità e non certo minare irreparabilmente la propria integrità”: ha puntualizzato l’onorevole Renato Balduzzi, membro del Csm, attento nel 2013 a cogliere il significato della maglia etica antidoping concedendole il patrocinio quando era ministro della Salute del governo Monti.

Patrocinio sempre concesso anche dal Coni con il suo presidente Giovanni Malagò, da anni molto entusiasta e vcino al progetto.

“Sabato a Molino sono motivato a sprintare nuovamente al traguardo collocato al penultimo giro per conquistare ancora la maglia etica e sottopormi a fine gara al relativo test antidoping volontario per confermare che il mio percorso passa prima dalla lealtà con me stesso e poi dai risultati dopo una stagione di cui sono soddisfatto”: ha aggiunto Matteo Moschetti, ospite del vernissage con tanto di casacca tricolore di campione italiano Under23 in carica donata al Comune di Molino dei Torti.

La trasferta in azzurro al recente mondiale norvegese di Bergen, con tanto impegno da parte sua per confezionare il quinto posto del leader Vincenzo Albanese, è un altro passaggio per l’acquisizione delle capacità e certezze nel ragazzo milanese pronto nel 2018 a lasciare il team Viris Maserati Sisal  di Vigevano in cui è sbocciato per inserirsi nella neoformazione internazionale voluta da Alberto Contador come vivaio della Trek-Segafredo a cui Matteo. 21 anni, approderà più avanti, lieto di portare in gruppo la livrea di campione nazionale dilettanti anche nei prossimi mesi.

I programmi di Moschetti piacciono a Isodropsche segue la maglia etica con attenzione, per uno sport pulito e rassicurante.